Ingredienti per 2 leccarde forno di cm 40 x 30 circa
- 500 g di farina (350 g di Manitoba e 150 g di farina 0)
- 150 g di lievito madre rinfrescato
- 1 cucchiaio raso di miele
- 300 ml di acqua tiepida
- sale q.b.
- farina di semola q.b.
- 1 cucchiaio colmo di olio evo
- pomodori pelati o passata di pomodoro
- mozzarella
Procedimento (con planetaria)
Inserite le farine mescolate nel contenitore della planetaria, unite il lievito madre rinfrescato, il cucchiaio di miele e avviate la planetaria incorporando l’acqua poco alla volta.
Quando l’impasto è incordato aggiungete l’olio e il sale continuando a mescolare.
Una volta ottenuto un panetto liscio ed omogeneo, toglietelo dalla planetaria e procedete con la pirlatura a mano.
Fate riposare l’impasto in un contenitore ermetico o per lievitazione pizza per 30 minuti (in forno con lucina accesa a circa 30°), poi prendetelo e fate le pieghe.
Ripetete l’operazione altre 2 volte (l’ultima volta dividete l’impasto a metà in modo che già pesato per le due teglie).
Terminate le pieghe prendete i vostri due panetti, spennellateli con olio evo e riponeteli in frigo nel contenitore per meno di 24 ore o, comunque, fino al mattino seguente se volete mangiare la pizza la sera successiva.
Il mattino seguente riprendete il vostro contenitore e mettetelo di nuovo a lievitare in forno con lucina accesa per 5/6 ore.
Prendete ora le due teglie in cui cucinerete la vostra pizza, inserite la carta forno e spargete abbondante farina di semola sulla carta (in questo modo si stenderà senza attaccarsi alla carta e poi riuscirete a spostarla meglio).
Prendete i vostri panetti e stendeteli a mano cercando di non rompere tutte le bolle.
Riponete di nuovo le teglie in forno a lucina accesa per un altro paio di ore, ma solo dopo aver coperto con pellicola trasparente le due teglie, altrimenti rischiate di far seccare tutto l’impasto.
Nel frattempo preparate il pomodoro in modo che non sia troppo freddo al momento dell’utilizzo. Noi prendiamo una buona passata di pomodoro in vasetto di vetro del supermercato e ci aggiungiamo zucchero (per evitare che sia troppo acido), sale e origano.
Trascorse le ultime ore di lievitazione è arrivato il momento di infornare.
Togliete le teglie dal forno e fatelo riscaldare a 220°, nel frattempo stendete il pomodoro sulle pizze.
Una volta raggiunta la temperatura inserite una pizza per volta in forno STATICO nel ripiano centrale per 12 minuti (a circa 6 minuti potete girare la banda per una cottura più uniforme).
Appena sfornata la pizza mettetela a raffreddare su una griglia per almeno una mezz’ora o, comunque, fino a quando non è il momento di infornarla di nuovo per mangiare, in questo modo non tratterrà l’umidità e non diventerà troppo dura nella parte sotto.
Ora potete mettere la mozzarella tagliata a pezzetti e gli ingredienti che più vi piacciono, facendo attenzione a non scegliere prodotti che potrebbero rilasciare troppo liquido (anche nella scelta della mozzarella state attenti, se ne prendete una troppo bagnata preparatela qualche ora prima mettendola ad asciugare sulla carta assorbente).
E’ il momento dell’ultima cottura: 6 minuti a 220° in forno statico nel ripiano centrale.
Sfornate e… buon appetito!
Nota bene
Cucinare richiede tempo, pazienza, sacrificio e un grande ingrediente segreto: l’amore.
Quando mi sento dire “Mbé, per preparare una pizza cosa ci vuole? Una volta impastata cos’altro devi fare? E’ già pronta!”, vorrei tanto rispondere che se fosse così semplice non ci sarebbe motivo di andare a mangiarla fuori casa.
Questa ricetta è nostra, non l’abbiamo creata da zero, ma modificando piano piano una ricetta che non andava bene per le nostre esigenze. Il nostro forno non è uguale a quello che avete in casa voi, i contenitori non sono gli stessi, le farine saranno di marche diverse, per cui non è detto che ciò che abbiamo fatto noi sia ciò di cui avete bisogno per un risultato ottimale.
Noi abbiamo sbagliato, rifatto, sbagliato di nuovo, migliorando ogni volta qualcosa. Ogni singolo passaggio indicato sopra è indispensabile per giungere al risultato finale, se ne tralasciamo anche soltanto uno si sente la differenza.
Tutto ciò per dire che… ci impieghiamo due giorni per fare una pizza e ne abbiamo impiegati molti per arrivare a questa pizza, ma il nostro lievito e tutti gli amici che vengono a mangiare da noi e a distanza di tempo ancora si sognano la nostra pizza e si invitano da soli a cena, sono la soddisfazione più grande che possiamo avere.
Quindi, se non è buona la prima volta non disperate… abbiate la pazienza e la costanza di riprovare, riprovare, riprovare. E soprattutto.. non dimenticate di metterci l’ingrediente segreto: l’AMORE!