LONDRA IN 4 GIORNI

COME ARRIVARE

Il modo più semplice per giungere a Londra è, ovviamente, un aereo. Quale, però?

Dipende dalle offerte, noi abbiamo prenotato un volo Ryanair (a febbraio per la settimana di ferragosto) spendendo un centinaio di € a testa tra andata e ritorno da Bergamo a Stansted (dovrebbero partire anche da Verona).

Il volo tutto sommato è andato bene, all’andata nessun problema, al ritorno, invece, siamo partiti in ritardo di un’ora senza saperlo (sul cartellone non c’era nessun avviso di ritardo, sembrava rimandassero il momento dell’accesso al gate, ma poi lo abbiamo fatto in orario), l’unica cosa un po’ fastidiosa è che ci hanno stipati tutti dentro un finger facendoci credere di salire immediatamente sull’aereo e invece abbiamo aspettato lì in piedi per quasi un’ora con bambini urlanti che non ne potevano già più.

Per il parcheggio in aeroporto a Bergamo con 45€ abbiamo preso un posto scoperto a due passi dall’entrata; prenotate in anticipo soprattutto se volete il coperto perché è sempre tutto pieno.

Una volta atterrati in aeroporto a Stansted nel tragitto per raggiungere i bagagli c’è un chioschetto che vende i biglietti del treno per raggiungere Londra (sono 15£ a tratta, dunque in 2 andata e ritorno vi costa 60£ circa) in una cinquantina di minuti. L’alternativa è prendere l’autobus ma non ho la minima idea dei costi perché per noi era più comoda la prima opzione.

Ci sono due treni: entrambi passano da Tottenham Hale (da qui si può cominciare ad usare la Oyster Card), solo che uno arriva a Liverpool Street e l’altro a Victoria Station.

Noi siamo arrivati a Liverpool perché il nostro alloggio era lì vicino e non c’è stato nemmeno bisogno di usare la metro, altrimenti poi si prende quella e ci si sposta alla fermata più vicina all’alloggio.

COME MUOVERSI

Il modo migliore per muoversi è utilizzare i mezzi pubblici. Noi abbiamo utilizzato prevalentemente la metro, ma si possono prendere tranquillamente anche autobus e treni, l’importante è acquistare e ricaricare una Oyster Card.

Oyster card: info utili

La Oyster card è la carta ricaricabile da utilizzare per spostarsi con i mezzi pubblici di Londra. Si può acquistare nelle biglietterie con l’omino che ci sono nelle stazioni (noi l’abbiamo presa a Liverpool Street) e poi si può ricaricare alle biglietterie automatiche sempre nelle stazioni. Il costo per acquistarla è di £5 e poi potete usarla per sempre.

Noi con 30£ abbiamo viaggiato senza problemi per 4 giorni.

DOVE ALLOGGIARE

La City è enorme, quindi va bene qualsiasi alloggio vicino ad una fermata della metro, almeno. Noi abbiamo fatto una fatica enorme a trovare un hotel perché o trovi il classico ostello a pochi soldi però con bagno in comune e tutte le varie degli ostelli, oppure passi a cifre esorbitanti se non vuoi essere in uno stanzino pieno di polvere.

Alla fine su Hotels.com abbiamo trovato una stanza senza finestra, ma allo stesso tempo anche senza moquette per terra (e non è poco!), moderna e funzionale, un po’ stretta e senza troppi spazi per girarsi intorno, ma per quello che ci serviva è andata più che bene, anche perché aveva un bagno con una doccia degna di essere chiamata tale. L’alloggio si chiama Point A Hotel e volendo offre la colazione aggiungendo 9£ al costo delle stanza. Ci si arriva in 5 minuti a piedi dalla stazione di Liverpool, per cui è anche molto comodo per non trascinare la valigia in metro.

ITINERARIO

Giorno 1: giovedì

Il primo giorno ci siamo diretti alla metro con destinazione Monument e, qui, è iniziato il nostro itinerario a piedi (in media facevamo tra i 17 e i 21 km al giorno, ma se si vuol vedere qualcosa è necessario). Abbiamo cominciato, appunto, con il Monument, lo Sky Garden, l’All Hallows by the Tower e Tower of London. Dalla parte del Tamigi, davanti The Tower of London c’è una camminata e si trovano delle panchine da cui si può ammirare il Tower Bridge. Una volta superato il Tower Bridge si può rimanere su una pedonale che porta alla Southwark Cathedral e a Borough Market. In quella zona si trovano anche lo Shard e l’Old Operating Theatre Museum & Herb Garret. Procedendo sempre sulla pedonale si possono vedere lo Shakespeare’s Globe e la Tate Modern. A questo punto si è arrivati al Millenium Bridge (il ponte che si vede in Harry Potter e il Principe Mezzosangue), da attraversare per giungere alla St Paul’s Cathedral. In questa zona noi siamo entrati anche al One New Change, un centro commerciale in cui salire al sesto piano per ammirare il paesaggio.

Giorno 2: venerdì

Il venerdì mattina lo abbiamo dedicato alla Londra regale, mentre il pomeriggio, causa pioggia, abbiamo optato per posti al coperto.

Siamo partiti dalla stazione di Westminster e ci siamo diretti alla Westminster Abbey, Buckingham Palace (alle 11 del mattino c’è il cambio della guardia e se lo volete vedere bene dovete andare prestissimo al mattino per prendere posto, noi siamo arrivati tardi e c’era già una gran folla), St James’s Park, Trafalgar Square, Horse Guards Parade, Banqueting House e alla fine Houses of Parliament.

Al pomeriggio ha cominciato a piovere e quindi ci siamo spostati prima al Natural History Museum (alla fermata della metro non uscite, ma seguite le indicazioni per i musei che vi portano sotterraneamente alla fila per entrare) e poi ci siamo spostati da Harrods.

Giorno 3: sabato

Il sabato è il giorno perfetto per andare nella zona di Notting Hill, per cui una volta scesi alla fermata ci siamo diretti al Portobello Road Market (è talmente grande che ci potete stare un giorno intero!) e poi siamo passati da Blenheim Crescent, la via in cui si trova la libreria del film Notting Hill (tutti vanno a fotografarla ma non è niente di che, anzi, io sono rimasta pure delusa!).

Da lì ci siamo poi spostati a Kensington Palace dalla strada delle ambasciate e abbiamo camminato lungo Kensington Gardens e Hyde Park.

Verso metà pomeriggio ci siamo spostati nella zona di Piccadilly Circus, facendo prima tappa all’Hard Rock, poi Chinatown, Leicester Square e la zona di Covent Garden.

L’idea era di passare anche per Soho ma non ci stavamo con i tempi, per cui rimandiamo il giro alla prossima volta.

Giorno 4: domenica

L’idea di questa giornata era di prendere il battello e di spostarsi a Greenwich, ma una volta scesi dalla metro ci siamo immedesimati in un diluvio e quindi, a malincuore, abbiamo dovuto cambiare piano.

Ci siamo spostati al Science Museum e, poi, una volta usciti (non pioveva più, ovviamente!) ci siamo diretti al Columbia Road Flower Market e abbiamo cominciato la nostra passeggiata (questo è un percorso da effettuare la domenica perché altrimenti non trovate niente) nei mercatini per poi passare al Brick Lane Market, alla Truman’s Black Eagle Brewery, Brick Lane Great Mosque.

Abbiamo poi scoperto la parte di Spitalfields (vicina al nostro alloggio) in cui anche lì c’è un mercato al coperto e un sacco di locali e siamo poi passati a vedere Broadsgate, ma qui non c’era quasi nessuno perché è un luogo affollato durante la settimana e non nel week-end.

COSA MANGIARE

Londra non è di certo famosa per la varietà e la bontà del cibo e vedere degli inglesi mangiare è quasi una rarità, per cui sappiate che per mangiare certe cose serve del pelo sullo stomaco.

Noi per “salvarci” abbiamo optato più volte per Mc Donald’s (soprattutto per la colazione), KFC e Burger King. Ci sono dei pub che fanno hamburger oppure fish & chips (tipico piatto inglese!), alcuni pizza (noi abbiamo provato il Tank & Paddle e non è stato male) e poi potete trovare ristoranti di ogni nazionalità.

Di giorno ci sono anche molte zone in cui potete trovare mercati all’aperto o al coperto con molti banchetti che propongono cose da mangiare (Portobello, Borough Market, Camden Market e la domenica anche il Bricklane Market); gli odori di spezie sono forti e spesso nauseanti, per cui noi non ce l’abbiamo fatta a mangiare lì, ma c’è anche tanta gente che ce la fa.

In alternativa ci sono un sacco di catene tipo Pret a manger in cui si può entrare e scegliere dai frigoriferi il proprio pranzo al sacco. 

LE GUIDE

Abbiamo utilizzato due guide: Londra pocket della Lonely planet e Londra Cartoville di Touring Club Italiano. Diciamo che si completano a vicenda, in quanto la prima spiega bene le cose da vedere (ha già preparati degli itinerari a piedi) e fornisce già i prezzi delle entrate e i ristoranti, ma le mappe sono microscopiche e si capisce poco, mentre la seconda è suddivisa per zone e in ogni zona si vede dettagliatamente la cartina senza aprire una mappa gigante, ma le informazioni sono molto più scarne.